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La banda larga del futuro è già in Piemonte



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La burocrazia si

Da un paio di anni a questa parte praticamente tutta la Pubblica Amministrazione si è adoperata non solo per avere siti internet completi di informazioni e facilmente navigabili (anche se qualcuno dovrebbe migliorare ancora), ma anche per rendere il dialogo con l'utente più immediato; passando via web infatti si eliminano costi, code e si riducono molto i tempi. Oggi per esempio la richiesta di pensione è possibile inoltrarla solo per via telematica. Ma ho un dubbio: le persone che, fortunate, sono nelle condizioni di richiedere questa condizione hanno le capacità per giostrarsi in rete e procedere al completamento corretto dei moduli? E se si, il Governo che tanto spinge per l'informatizzazione della burocrazia, ha provveduto a fornire loro la possibilità di avere una connessione decente?
Il processo non si limita all'Inps, ma anche Agenzia Entrate, Aci, Inail sono raggiungibili in rete. La PEC, una posta elettronica certificata che tutte le imprese, individuali e non, devono avere, funge come raccomandata con ricevuta di ritorno, e ha lo scopo di inviare qualsiasi documento via mail rendendolo già valido e certificato. Ottima idea! Niente più file in posta, giorni di spedizione, francobolli ecc. Come si fa a obbligare le persone a passare per la rete se non le si è messe nelle condizioni di navigarci?
Immaginatevi un ottantenne che per tutta la vita ha fatto l'agricoltore a fare una richiesta di voltura all'ACI, o una verifica della pensione, o proviamo a pensare a tutte quelle persone, giovani anche, che lavorano, hanno un'attività e che necessitano di interloquire con i servizi pubblici ma non sono raggiunti in modo adeguato da linee oppurtune per una connessione internet sufficientemente performante. Le persone hanno tutte un'alfabetizzazione informatica sufficiente? E se si, hanno i mezzi per stare al passo con i cambiamenti?
Basta guardare i dati: solo 10 milioni di famiglie hanno risorse di banda larga, più del 12% dei cittadini è senza Internet veloce, un'azienda su tre non è presente in Rete e, soprattutto, l'offerta dei servizi della pubblica amministrazione ai cittadini è decisamente scarsa: contenuti informativi il 59% dei siti di amministrazioni locali mentre il 37% dei Comuni consente solo di scaricare moduli, allarmante è che solo il 4% dispone di applicazioni interattive.
Insomma, i cambiamenti nel principio sono davvero frutto di ottimi presupposti e di idee innovative, ma dovrebbero essere accompagnati da fatti concreti per realizzarli senza creare incubi e difficoltà insormontabili, visto che servono a migliorare la qualità della vita, almeno credo che la rivoluzione digitale abbia questo come unico scopo. Ma se gestita così non fa altro che approfondire il divario digitale..



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